Dopo alcune pessime esperienze radiofoniche romane e dopo aver appreso che il livello qualitativo della radio non potrà di certo peggiorare, visto che ha già toccato il fondo (esclusi alcuni Network), vi invito a leggere quanto segue:(Sono troppo seria?)
Per tutti quelli che hanno fatto della radio un MERCATO DEL PESCE!!!
Ci sono delle norme e cutele inderogabili che devono essere osservate da chi parla al microfono di una radio.

Carlo Emilio Gadda, oltre ad essere uno degli scrittori più importanti del Novecento letterario italiano, fu anche dirigente della Rai e si occupò del Terzo Canale Radiofonico per alcuni anni.
Nel 1953 scrisse delle norme sulla stesura dei testi radiofonici ,dapprima senza il nome dell'autore, e lo pubblicò come una sorta direttiva interna all'azienda.
(...)All'atto di redigere il testo di un parlato radiofonico si dovrà dunque evitare in ogni modo che nel radioascoltatore si manifesti il cosiddetto "complesso d'iferiorità culturale", cioè quello stato di ansia, di irritazione, di dispetto che coglie chiunque si senta condannare come ignorante dalla consapevolezza, dalla finezza, dalla sapienza altrui. Questo "complesso" determina una soluzione di continuità nel colloquio tra il dicitore e l'ascoltatore, crea una zona di vuoto, un "fading" spirituale nella recezione. Ad ovviare la qual calamità radiofonica è in particolare consigliabile:
a) astenersi dall'uso della prima persona singolare "IO" . Il pronome "IO" ha carattere esibitivo, autobiografante o addirittura indiscreto. Sostituire all' "io" il "NOI" di timbro resocontistico-neutro, o evitare l'autocitazione. Al giudizio: <io penso che la Divina Commedia sia l'opera maggiore di Dante>, sostituire: <la Divina Commedia è ecc.>;
b) astenersi da parole o da locuzioni straniere quando se ne possa praticare l'equivalente italiano. Usare la voce straniera soltanto ove essa esprima un'idea, una gradazione di concetto, non per anco trasferita in italiano. per tal norma inferiority-complex, nuance, Blitz-krieg e chaise-longue dovranno essere sostituiti da complesso d'inferiorità, sfumatura, guerra lampo e sedia a sdraio: mentre self-made man, Stimmung, Weltanschauung, romancero, cul-de-lampe e cocktail party potranno essere tollerati;
c) evitare gli sterili elenchi dei nomi di persona quando non si possono caratterizzare o comunque definire le persone chiamate in causa. Meglio omettere dei "nomi da manuale", che infastidire l'ascoltatore citando nomi destinati a spegnersi appena pronunziati ,come faville lasciate addietro per un attimo dalla corsa d'una locomotiva;
d) operare analogamente con le date. In un esposto di carattere storico le date costituiscono opportuno ammonimeto, gradito appoggio e gradita eccitazione per la memoria. Tali appaiono al viaggiatore le indicazioni chilometriche. Delle date si dovrà misurare il valore e l'intercorrenza più conveniente. Si dovranno gerarchizzare, distanziare le une dalle altre; e porgerle comunque con garbo all'attenzione di chi ascolta, quasi le richiedesse opportunità, necessità;
e) astenersi dal presupporre nel radioabbonato conoscenze che "egli", il "qualunque", non può avere e non ha. Inibirsi la civetteria del dare per comunemente noto quello che noto comunemente non è. A nessun uomo, per quanto colto, si può chiedere di essere un'enciclopedia. I lemmi dell'enciclopedia rappresentano la fatica di migliaia di collaboratori;
f) entrare subito o pressochè subito in medias res: non tener sospeso l'animo del radioascoltatore con lunghi preamboli, con la vacuità di premonizioni superflue che il valore cioè il costo del tempo radioparlato sono ben lontani dal giustificare, dall'ammettere.
(...)
Seguono le dieci regole generali assolute per la stesura di un testo radiofonico...
ma per ora bastano queste!!!











Ecco, capodanno direi che è finito, meglio cambiare sto post!
Ahhhhhhhhhhh, quasi quasi mi dimenticavo:


Eccomiiii eccomiiii tu-tu-tuuuuuu!
Sono riuscita cmq a scattare un pò di fotine, non tra le migliori della mia gallery (la mia piccola canon sta dando i numeri ormai) ma significative.
Leggo sul


